come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la crisi

Cyprien Gaillard: Rubble and Revelation – Rivelazioni e rovine

“Bisogna essere irriverenti verso i monumenti”.

“Penso che vandali e artisti della land art siano in un certo senso dei romantici”.

“Il momento in cui gli edifici crollano è così spettacolare da far sparire tutto il resto…Oscura la storia. Oscura tutti i problemi. Giustifica ogni cosa. È machiavellico: il fine giustifica ogni cosa. Funziona come una sorta di amnesia collettiva”.

di Rosa Carnevale

Circa quattro anni fa mi è capitato di assistere ad una serata di video proiezioni e musica organizzata da Viafarini in cui l’artista francese Cyprien Gaillard presentava i suoi ultimi film accompagnato dall’amico musicista Koudlam. Per creare l’atmosfera giusta e abbassare le luci, Cyprien non esitò a salire su una sedia e frantumare una lampadina con un estintore. Niente di più coerente con le immagini che iniziarono poi a scorrere sullo schermo: scene di guerriglia urbana, periferie degradate, paesaggi desolati e abitati da un senso di vuoto e nostalgia. Cyprien, classe 1980, è uno di quegli artisti che realizza operazioni di land art svuotando estintori in piena campagna e riprendendo le nubi bianche che invadono scenograficamente il paesaggio (Real Remnants of Fictive Wars V), che riesce a trasformare l’opening di una mostra in un free party. Probabilmente è l’ultimo artista veramente romantico. La sua è una nuova forma di romanticismo urbano, che si sente a suo agio nelle banlieue parigine come sulle piramidi messicane. Tutto questo da oggi lo potete vedere nella mostra Rubble and Revelation – Rivelazioni e rovine, curata da Massimiliano Gioni per la Fondazione Trussardi e allestita nelle suggestive della Caserma XXIV Maggio a Milano. Ma da quella sera in Viafarini si direbbe che ne è passata di acqua sotto i ponti. Cyprien Gaillard è ormai nell’olimpo dei giovani artisti riconosciuti a livello internazionale con una serie di premi vinti (tra cui il celebre Prix Duchamp) e numerose partecipazioni a Biennali in tutto il mondo. Ci sarebbe piaciuto che a Milano avesse portato un po’ della sua verve distruttiva ma forse il clima da distretto militarizzato della caserma va un po’ stretto anche a lui. Comunque è sempre un piacere vedere opere come Geographical Analogies (una serie di teche abitate da composizioni di polaroid che ci portano a spasso per il globo alla ricerca del sublime) o assistere alla caduta di fantasmi architettonici della nostra modernità (Prutt-Igoe Falls). E la musica gioca anche questa volta il suo ruolo, con Prelude (Dragged) dei Salem che fa da colonna sonora a tutta la mostra.

http://www.fondazionenicolatrussardi.com/

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This entry was posted on November 13, 2012 by in Arte and tagged , , , , .
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